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Bee’s Knees

52.5 ml Dry Gin
2 cucchiaini di sciroppo di miele
22.5 ml succo fresco di limone
22.5 ml succo fresco d’arancia

Il nome del drink significa “ginocchia d’ape”, espressione gergale popolare usata nel secolo scorso negli Stati Uniti per indicare qualcosa di eccezionale. Il Bee’s Knees sembra quindi nascere nel Nuovo Continente, ed è indicato come uno dei cocktail di epoca proibizionista.

Questa caratteristica è da molti messa in dubbio: la tendenza ad associare un drink nato nei primi decenni del 900 ai drink di età del proibizionismo è comune ma non sempre corretta.

Sarebbe il barman Frank Meier il padre putativo del cocktail Bee’s Knees: il bartender di origini austriache esercitava però la professione a Parigi. Dietro al banco del bar dell’Hotel Ritz sembra quindi avere inizio la storia del drink.

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Bramble

50 ml Gin
25 ml succo fresco di limone
12.5 ml sciroppo di zucchero
15 ml Crème de Mûre

Il Bramble è un cocktail relativamente giovane, creato nella metà degli anni 80 dal barman inglese Dick Bradsell, il quale elaborò il drink all’interno del Fred’s Club di Soho, nella capitale inglese.

Il barman volle ricreare, anche nei colori, un certo di tipo di paesaggio; non a caso il nome del drink significa “rovo”, e cioè il luogo di origine dei frutti di bosco, utilizzati sia nella ricetta che nella decorazione.

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Canchanchara

60 ml Cuban Aguardiente
15 ml succo di lime fresco
15 ml di miele grezzo
50 ml d’acqua

Cocktail più antico di Cuba e, come per tutti i drink della preistoria della mixology, è nato a scopi curativi, in particolare per rinvigorire e proteggere dalle malattie i mambises, i soldati dell’esercito insurrezionale che combatteva la guerra d’indipendenza dell’isola nel 1898. Anche se, originariamente, al posto del rum era usato il suo “antenato”, l’aguardiente.

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Dark ‘N’ Stormy

60 ml Goslings Rum
100 ml Ginger Beer Fever

Il cocktail è considerato il drink nazionale della propria patria di origine, le celebri isole Bermuda, territorio d’oltremare britannico formato da un arcipelago nell’Oceano Atlantico.

Nel territorio delle Isole Bermuda esiste dal 1806 la Goslings, azienda produttrice di Rum al quale il drink è strettamente legato.

Il nome del drink, letteralmente “buio e tempestoso”, è un marchio registrato dalla stessa Gosling negli USA, la quale dichiara di fornire la sola ed unica ricetta originale, nonostante sia stata screditata dal noto quotidiano statunitense New York Times, il quale dichiarò che la ricetta fu cambiata per esigenze commerciali.

Sembra che tale ricetta derivi dal fatto che la Royal Navy britannica fornisse una razione giornaliera alle sue truppe consistente in due once di rum, alla quale razione venne successivamente aggiunta ance una bottiglia di ginger beer.

L’uso delle maestranze di Sua Maestà di miscelare le due razioni originò la nascita del Dark’n Stormy.

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Espresso Martini

50 ml Vodka Smirnoff
30 ml Liquore al caffè Kahlúa
10 ml sciroppo di zucchero
1 Espresso forte

Sembra che il cocktail fu inventato da Dick Bradsell, probabilmente uno dei barman contemporanei più influenti, il quale ha al suo attivo più di un drink facenti parte della lista ufficiale Iba nella sezione New Era Drinks.

La storia narra che nel 1980 a Londra, presso il Fred’ Club, una modella ordinò al barman qualcosa che potesse “ridestarla”, chiedendo qualcosa che potesse “wake me up and then fuck me up”. Questa narrazione è confermata anche dal sito ufficiale del Kalhua, ingrediente fondamentale del cocktail. L’azienda indica però il 1984 come data di nascita del drink.

Dick Bradsell, pur non rivelando l’identità della donna, ha in seguito affermato che la modella divenne successivamente una professionista molto nota in tutto il mondo. L’uso del famoso Martini non è contemplato nella ricetta: è presente nel nome per via del bicchiere in cui viene servito il drink, conosciuto da alcuni come Coppa Martini.

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Fernandito

50 ml Fernet Branca
Riempire con Cola

Il Fernando viene servito per la prima volta in un bar di Ciudad de Cruz del Eje, a nord di Cordoba, dal barman “El Negro” Becerra. Il leggendario Bar Premier, all’angolo tra Mitra e Mosconi, era un locale che fungeva anche da ristorante e da locanda, molto frequentato per la vicinanza alla stazione ferroviaria.

La fama del Negro Becerra iniziò a spargersi quando il cantante Cruz-Alejandro, in un suo spettacolo al National Olive Festival, lo citò come l’inventore del Fernet e Cola. Ben presto la moda del Fernando giunse nella capitale provinciale Cordoba, e da li si diffuse nel resto dell’Argentina, in particolar modo a Buenos Aires.

A cavallo dei due secoli il cocktail Fernando mantenne intatto il proprio appeal, tanto da essere considerato una bevanda nazionale. Il motivo dell’amore viscerale per il Fernando è da ricercarsi nell’ingrediente base, il Fernet.

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French Martini

45 ml Vodka
15 ml liquore di lampone
15 ml succo fresco d’ananas

Il French Martini fu elaborato da Keith McNally a New York City negli anni ‘80, divenendo popolare dal 1996, anno in cui fece comparsa nella drink listdel Balthazar di Soho, locale dello stesso McNally.

Secondo altri il cocktail fu invece inventato, o almeno suggerito, dalla Chambord, antica azienda francese con più di trecento anni di storia alle spalle, la quale produce il celebre Chambord, liquore ai lamponi che ricopre un ruolo fondamentale nella creazione del drink.

Questa tesi appare verosimile anche dal nome del drink: il French Martini ha infatti attinenza con il paese transalpino solo per l’utilizzo dello Chambord, anche se nella ricetta ufficiale è previsto un liquore ai lamponi, senza citare una marca particolare.

Il nome “Martini” non ha invece nessuna pertinenza in quanto ad ingredienti o a similitudini con altri cocktail, fatto che fa propendere per una trovata commerciale voluta dall’azienda francese.

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Gin Basil Smash

60ml Gin
22.5 ml succo fresco di limone
22.5 ml sciroppo di zucchero
10 foglie di basilico italiano

Il Gin Basil Smash ha una precisa data di nascita, equivalente alla presentazione del drink: il 10 luglio 2008. In quel giorno, il barman Jorg Meyer presentò al Le Lion Bar de Paris di Amburgo il suo nuovo drink, con il nome di Gin Pesto.

Il bartender tedesco prese ispirazione l’anno precedente, nel 2007, durante un viaggio a New York City, quando ebbe l’occasione di provare nuovi drink, tra i quali uno composto da bourbon, zucchero, limone e menta. Quando al suo ritorno vide un ricettario in cui compariva una drink con una garnish di basilico, scoccò la scintilla per la creazione del suo drink.

Il nome originale del cocktail – Gin Pesto – era un chiaro riferimento all’uso più comune che si è soliti adottare per il basilico. In seguito decise di rinominare il suo drink Gin Basil Smash, che è la denominazione incisa su una targa commemorativa all’esterno del locale di Amburgo.

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Naked and Famous

22.5 ml Mezcal
22.5 ml Yellow Chartreuse
22.5 ml Aperol
22.5 ml succo fresco di lime

Joaquín Simó è cresciuto a Miami, mangiando frutta e verdura fresca dalla fattoria di suo nonno e aiutando il padre nella sua panetteria francese. Ma oltre a lavorare, ha anche studiato con tenacia, tanto da ottenere alla Boston University una laurea in inglese e religione. E per fortuna, perché proprio allora ha scoperto la passione per la mixology.

Negli anni, Joaquín Simó è stato vicedirettore per i libri Food & Wine Cocktail del 2009 e del 2010 e come consulente ha organizzato diverse cene di abbinamento cibo-cocktail con il club underground NY Bite Club.

Simó ha creato il drink quando lavorava al Death & Co di New York. Lui stesso lo ha definito “il figlio illegittimo dell’amore tra un classico Last Word e un Paper Plane, concepito tra le montagne di Oaxaca”.??

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New York Sour

60 ml Wild Turkey Rye or Bulleit Bourbon
22.5 ml sciroppo di zucchero
30 ml succo fresco di limone
Stillabunt
15 ml Red wine Shiraz
Guarnito con zest di limone e ciliegia al maraschino

Il New York Sour pare risalga alla fine del diciannovesimo secolo. Più precisamente, sarebbe nato tra gli Anni '70 e '80 dell'800, ma ai tempi era chiamato diversamente. Conosciuto all'inizio come Continental Sour e poi come Southern Whiskey Sour, Claret Snap e Brunswick Sour, divenne molto popolare durante il Proibizionismo perché il float di vino rosso mascherava i difetti del distillato di contrabbando usato come base alcolica.

A dispetto del nome, il New York Sour sembra essere originario di Chicago.

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Paloma

50 ml Tequila
5 ml lime fresco
Un pizzico di sale
100 ml Soda al pompelmo Fever
Guarnito con una fetta di lime

Nonostante la notevole fama, il Paloma ha origini incerte, che si perdono tra gli anni 50 del secolo scorso, periodo in cui viene identificata la nascita del drink. Se è certa la patria d’origine – il Messico – ci sono dubbi circa le mani che hanno modellato il drink, sebbene venga indicato una precisa identità dell’ideatore del drink.

Tale identità si riferisce a Don Javier Delgado Corona, una leggenda del bartending messicano, già autore di uno drink famosissimo in Messico, il Batanga.

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Paper Plane

30 ml Bourbon
30 ml Amaro Nonino
30 ml Aperol
30 ml succo di limone

Inventato nel 2007 da Sam Ross, il creatore anche del Penicillin, il Paper Plane prende il suo nome dalla canzone della rapper britannica M.I.A. che in quell’anno scalava le classifiche musicali mondiali.

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Porno Star Martini

50 ml Vodka alla vaniglia
20 ml liquore al Frutto della Passione
50 ml polpa del Frutto della Passione
2 Bar Spoons Vanilla Sugar
50 ml Champagne da servire a parte

Il cocktail PornStar Martini nasce nel 2002 a Londra dalle mani di Douglas Ankrah dietro al banco del LAB. Il cocktail è basato sul rapporto tra vaniglia e frutto della passione che risulta vincente per il successo del drink.

L’intenzione provocatoria di Douglas Ankrah si rivela nel nome del drink: lo stesso Douglas sottolinea che la scelta è coraggiosa, dato che il termine Pornstar è molto limitante, sia pronunciandolo che scrivendolo. Grazie alla fama del drink anche il secondo locale londinese del barman – il Townhouse – ha avuto un grande successo nella capitale inglese.

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South Side

60 ml London dry Gin
30 ml succo di limone fresco
15 ml sciroppo di zucchero
5/6 foglie di menta
Stillabunt

Ci sono tre diverse storie sull’origine di questa miscela. La prima in ordine temporale racconta del Southside in versione fizz, preparata allo Sportmen’s Club a Long Island, New York, intorno al 1890 quando questi drink erano al massimo della loro popolarità. La bevanda a base di gin, limone, zucchero, menta e soda era sicuramente molto apprezzata dopo una seduta sportiva.

Un drink simile era bevuto anche nella Chicago degli anni Venti. Il nome indicherebbe la bevuta tipica della zona sud della città, dove, venivano smerciati distillati di pessima qualità, il cui gusto spigoloso veniva mascherato dall’utilizzo di zucchero, limone e menta.

L’ultima versione ne colloca la creazione negli stessi anni, ma a New York, al Jack e Charlie, aperto nel 1922 e divenuto famoso con il nome di Twenty-one Club. Simbolo degli speakeasy più glamour, era frequentato dalle celebrità del tempo, ed era dotato di un sistema di leve che all’occorrenza faceva sparire tutti gli alcolici e di una cantina segreta che oggi custodisce bottiglie private appartenenti a personaggi come Frank Sinatra, Ernst Hemingway, Marilyn Monroe, Richard Nixon e John Kennedy.

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Suffering Bastard

30 ml Cognac
30 ml Gin Beefeter
15 ml succo di lime fresco
2 spruzzate di Angostura
Top di Ginger beer Fever

L’inventore di questo cocktail era un ebreo-egiziano che dopo aver studiato chimica, scoprì quanto fosse appassionante fare il bartender e così divenne il capo barman dello Shepheard’s Hotel del Cairo.

Stiamo parlando degli anni prima della Seconda Guerra Mondiale. In pratica questo simpatico signore parlava svariate lingue e un giorno ascoltando dei soldati inglesi che si lamentavano del dopo sbronza, pensò di creare un cocktail per curare la sbronza. E il suo ragionamento non faceva una grinza: se vuoi farti passare il post-sbronza ubriacati di nuovo. E così nacque uno dei primi rimedi per hangover nefasti. Genio puro. A quei tempi si usava brandy, ma visto che il cocktail ha avuto un buon successo negli Stati Uniti, con il tempo è invalso l’uso di miscelare il Bourbon whisky al suo posto.

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Tommy’s Margarita

60 ml Tequila
30 ml succo di lime
30 ml sciroppo d’Agave

Il cocktail è stato elaborato all’interno del Tommy’s Restaurant di San Francisco, vero e proprio tempio del Tequila nonchè locale negli Stati Uniti che può vantare la più vasta collezione del celebre distillato messicano.

Il creatore fu il barman Julio Barmejo, figlio dei proprietari del locale, Tommy ed Elmy Barmejo, i quali fondarono il locale nel 1965 con l’intento di esportare la vera cucina tradizionale dello Yucatan.

Julio creò il drink nel 1990, effettuando una semplice variazione al più classico Margarita, sostituendo il Triple Sec con lo sciroppo di Agave.

Inizialmente il cocktail veniva preparato con il blender, perchè i clienti si aspettavano una consistenza più cremosa del drink.

Da quel momento il Tommy’s Margarita si diffuse rapidamente in tutta la California, varcando i confini nazionali per diventare un cocktail ufficiale IBA nel 2011.

Julio nel 2003 è diventato ambasciatore del Tequila per gli USA e diffonde la sua enorme conoscenza del prodotto in tutto il mondo.

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Ve.N.To

45 ml Grappa Bianca
22.5 ml succo di limone fresco
15 ml Honey mix (scambiando l’acqua con la camomilla)
15 ml Chamomile cordial
Stillabunt

Il cocktail Ve.N.To. è un drink elaborato in Italia, grazie al lavoro di un team di lavoro che riunisce
alcuni tra i più grandi professionisti italiani del settore. Giorgio Fadda, grande barman, ex
presidente Aibes Italia e attuale presidente IBA, coordina un team composto da Leonardo
Veronesi, bartender di Rivabar, e Samuele Ambrosi, responsabile della miscelazione di Grappa
Revolution. Il drink è un omaggio a uno dei distillati più tipici dell'intero paese, la grappa.
Erroneamente considerato un prodotto di secondo livello, a causa della vecchia definizione con
la quale veniva classificata, la grappa guadagna anche grazie a questo drink il titolo di
ingrediente molto interessante nella moderna miscelazione. Nella ricetta ufficiale IBA si specifica
di usare camomilla o acqua, a seconda del gusto, nella creazione del miele mix.

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