Gli Intramontabili
Americano
€ 8.00
Americano
30 ml Bitter Campari
30 ml Vermouth rosso
Splash di Soda
Guarnito con una fetta d'Arancia ed un zest di limone
L’Americano è un cocktail storico, il quale secondo una ipotesi fu elaborato e diffuso nel mitico Bar Camparino di Milano negli anni 30. Tale tesi viene però in contrasto con la storia di un altro cocktail leggendario, il Negroni. Si narra infatti che il conte Negroni, facendo nascere il mito del drink che porta il suo nome, chiedesse al fidato Fosco Scarselli un Americano con la variazione del Gin già nel 1919.
Probabilmente l’Americano fu il nome con il quale venne chiamato nei primi decenni del ‘900 il Milano-Torino. Il drink Milano-Torino venne invece elaborato intorno al 1860 presso il Gaspare Campari’s Bar nel dal creatore del celebre Bitter. Questo perché il Milano-Torino era molto amato dai turisti americani che arrivavano in Italia.
Altre ipotesi, forse meno affidabili, raccontano di come il cocktail fosse un omaggio al pugile Primo Carnera, detto “l’americano”, oppure di come Americano fosse la storpiatura del termine “amaro” e cioè la traduzione di “bitter”.
L’Americano gode dell’onore di essere stato il primo cocktail richiesto da James Bond nel primo libro di Ian Fleming sulla spia britannica, Casino Royale
Aviation
€ 9.00
Aviation
45 ml Gin
15 ml Maraschino
Succo di limone
1 bar spoon di Creme de Violette
Il drink è stato concepito in onore dell’aviazione americana al tempo della prima guerra mondiale. Il creatore fu Hugo Ensslin, barman dell’ Hotel Wallick di New York, nei primi anni dello scorso secolo.
Una seconda ipotesi concede la paternità ad un anonimo barman del circolo ufficiali dell’aviazione di un campo volo dietro la prima linea durante la grande guerra. Pare che il cocktail venisse consumato dai piloti soprattutto al ritorno dai voli, come rituale commemorativo.
In numerose ricette il cocktail presenta la Creme de Violette che dona al cocktail il caratteristico colore violaceo. Spesso viene servito con la classica ciliegia maraschino come guarnizione, nonostante non sia prevista dalla Iba.
Boulevardier
€ 9.00
Boulevardier
45ml Bourbon
30ml Bitter Campari
30ml Vermouth Rosso
Guarnito con zester d’arancia
Il cocktail Boulevardier nasce ufficialmente nel 1927 tra le pagine del celebre “Barflies and Cocktail” di Harry MacElhone. Il celebre barman di origini scozzese, emigrato negli Stati Uniti, fece ritorno nel vecchio continente, come altri barman, a causa delle conseguenze del proibizionismo.
Il cocktail viene però ideato da un altro emigrato dagli USA, lo scrittore e giornalista Erskine Gwynne. Lo scrittore fondò nella Parigi degli anni 20 la rivista The Boulevardier, ispirandosi al celebre New Yorker. L’Harry’s New York Bar di Parigi, oltre che uno dei locali migliori per il bere miscelato, era anche il ritrovo di molti emigrati dagli States. Si suppone che MacElhone e Gwynne idearono insieme il drink, o furono almeno vicendevoli fonti di ispirazione.
Clover Club
€ 9.00
Clover Club
45 ml Gin
15 ml Sciroppo di lampone
15ml di succo di limone
Stillabunt
Guarnito con lamponi
Il cocktail nasce nei primi anni del ‘900 presso l’omonimo club di soli uomini, soliti a ritrovarsi nelle sale dell’Hotel Bellevue Stratford di Philadelphia; il club nacque qualche anno prima, probabilmente tra il 1882 ed il 1897.
Il drink viene citato in numerosi ricettari e manuali già dal 1908, mentre nel 1911 viene descritto dalle pagine del New York Time come un cocktail destinato ad un pubblico femminile.
Daiquiri
€ 8.00
Daiquiri
60 ml Rum bianco
Succo di limone
2 Bar Spoon Sciroppo di zucchero
Il Daiquiri è un cocktail storico ed intorno ad esso esistono molte leggende. Daiquiri è il nome indigeno di una spiaggia vicino a Santiago de Cuba, alla quale approdò un marine statunitense nel 1889, durante la guerra Usa-Spagna, che si rifiutò di bere rum liscio, preferendo allungarlo con succo di lime e zucchero.
Nella stessa spiaggia esiste una miniera di ferro, e secondo altri fu l’ingegnere americano Jennings S. Cox a decretarne nascita e nome.
Il drink divenne popolare nel 1940, durante la seconda guerra mondiale, in cui Whisky e Vodka erano razionati, mentre il presidente Roosvelt attuò una politica di buon vicinato con i paesi latino americani, e da qui la facilità di acquisire Rum.
Il Daiquiri fu uno dei cocktail preferiti da Ernest Hemingway, reso celebre dalla frase “My mojito at La Bodeguita, my daiquiri at El Floridita”.
Dry Martini
€ 9.00
Dry Martini
60 ml Gin
10 ml Dry Vermouth
Guarnito con olive o un peel di limone a scelta del cliente
Vi sono numerose ipotesi in merito alla nascita del cocktail forse più famoso del mondo; è risaputo però che il nome del drink non è legato al famoso marchio Martini.
La tesi più plausibile racconta che il cocktail fu creato da un tale Martini di Arma di Taggia, il quale servì per primo il drink nel 1910 a New York presso il Knickerbocker Hotel in onore di John D. Rockefeller.
Secondo altri il Dry Martini fu servito ancora prima, negli Usa, nella città californiana di Martinez, oppure a New Orleans dal barman Martinez, intorno alla fine del 1800.
L’ipotesi più antica narra che il barman Jerry Thomas nel 1860 servì il primo Dry Martini ad un cliente in viaggio verso la città di Martinez.
Gin Fizz
€ 8.00
Gin Fizz
45 ml Gin
Succo di limone
Sciroppo di zucchero
Splash di soda
Il Gin Fizz è senza dubbio il cocktail più famoso facente parte della tipologia dei “fizz”, che letteralmente significa “frizzante”, oppure “effervescente”.
Sembra che la definizione di Fizz venne per la prima volta pubblicata nella celeberrima “Jerry Thomas’s Bartender’s Guide”, redatta nel 1887, la quale conteneva sei ricette di cocktail della tipologia “Fizz”.
Il drink raggiunse l’apice della propria popolarità agli inizi del ventesimo secolo e sino al 1940, diventando una vera e propria specialità della casa nella città di New Orleans.
Last Word
€ 11.00
Last Word
22.5 ml London Dry Gin
22.5 ml Green Chartreuse
22.5 ml Maraschino Luxardo
22.5 ml succo di lime fresco
Il Last Word fu creato negli anni ’20 al Detroit Athletic Club, negli Stati Uniti. Nonostante la sua popolarità iniziale, il cocktail cadde nel dimenticatoio durante gran parte del XX secolo, finché non venne riscoperto negli anni 2000 da bartender moderni che lo riportarono alla ribalta. Il suo sapore complesso e armonioso ha conquistato una nuova generazione di amanti dei cocktail.
Uno degli elementi distintivi del Last Word è l’uso del Chartreuse Verde, un liquore francese a base di erbe, che aggiunge una profondità aromatica unica al drink. La combinazione con il maraschino e il succo di lime crea un equilibrio perfetto tra dolcezza, acidità e note erbacee, rendendo il Last Word un cocktail estremamente bilanciato e piacevole da sorseggiare.
Manhattan
€ 10.00
Manhattan
50 ml Rye Whiskey
20 ml Vermouth Rosso
1 dash Angostura
Guarnito con una ciliegia la maraschino
Il Manhattan è uno dei cocktail più conosciuti in tutto il mondo, ed è attorniato da una particolare fama che lo relega come drink “altolocato”.
Nacque nel lontano 1874 per mano di un barman che risulta essere anonimo, il quale lo elaborò in occasione di un ricevimento tenuto presso il Manhattan Club di New York City in onore del candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America SamuelJ. Tilden.
Tale party venne organizzato da Lady Jenny Jerome, moglie di Lord Randolph Churchill, Duca di Marlborough, genitori di colui il quale divenne in seguito Primo Ministro, Winston Churchill.
Il drink, essendo noto a livello planetario, viene spesso citato anche in film e serie televisive: nelle serie “Sex and the city”, “Will & Grace”, “The Simpsons” e nelle pellicole “Il colore dei soldi” e “A qualcuno piace caldo”.
Negroni
€ 8.00
Negroni
30ml Gin
30ml Bitter Campari
30ml Vermouth rosso
Guarnito con una fetta d’arancia
Il cocktail Negroni è indubbiamente uno dei drink più noti al mondo e con una storia molto affascinante. Il drink è stato protagonista di due libri scritti dall’esperto barman fiorentino Luca Picchi.
Il Negroni deve il proprio nome al conte Camillo Negroni il quale nei primi decenni del secolo scorso era solito ordinare un americano con aggiunta di Gin al barman Fosco Scarselli presso il Caffè Casoni di Firenze.
Il noto drink presenta numerose varianti, alcune molto famose, come il Negroni sbagliato, ideato dal barman Mirko Stocchetto presso il bar Basso di Milano, o il Cardinale, che presenta il Vermouth Dry invece del classico rosso; nella versione classica del drink viene utilizzato il Carpano.
Old Fashioned
€ 9.00
Old Fashioned
60ml Bourbon
1 zolletta di zucchero
Poche gocce di Angostura
Guarnito con una fetta d’arancia
Il cocktail Old Fashioned è un classico del bar ed è sempre stato incluso in tutti i ricettari Iba, dal 1961 sino ad oggi. Sembra che il proprio nome derivi dal tipo di bicchiere nel quale viene servito, e non viceversa.
La prima traccia del cocktail è disponibile nel celebre “Jerry Thomas’ Bartenders Guide” del 1862 con il nome di Old Fashioned Holland Gin Cocktail. Probabilmente l’Old Fashioned venne creato dal barman del Pendennis Club di Louisville, nel Kentucky, in onore del colonnello James E. Pepper. Il colonnello fu un noto distillatore di Bourbon, tra il 1880 ed il 1881, che riportò la ricetta di un cocktail bevuto presso il bar del Waldorf Astoria Hotel di New York City.
E’ curioso riportare un articolo datato 1880 pubblicato sul Chicago Daily Tribune, secondo il quale il candidato democratico alla presidenza Usa Samuel Tilden avrebbe organizzato un “ritiro” in cui, tra gli altri, sarebbero stati serviti degli Old Fashioned Cocktail.
Stinger
€ 9.00
Stinger
50 ml Cognac
20 ml White Crème de Menthe
Guarnito con foglie fresche di menta
Le origini dello Stinger sono incerte, come la maggior parte dei cocktail, che parrebbero risalire almeno allo scorso secolo, e sembra risalgano addirittura alla fine dell’800, in cui compare un drink dalla ricetta molto simile in un ricettario del 1892.
In seguito vennero stilate altre ricette, tutte molto simili tra di loro, che possono essere ricondotte alla attuale versione del cocktail.
Lo Stinger ebbe un clamoroso successo al tempo del proibizionismo Usa data la peculiarità tipica della Creme di Menthe di coprire altri sapori ed odori.
In merito alla Creme de Menthe secondo alcuni è possibile utilizzare sia la classica che la bianca (quest’ultima prevista nella ricetta ufficiale) essendo solamente l’aspetto a cambiare, non alterando il sapore del drink.
Lo Stinger è citato in numerose pellicole cinematografiche come “The Bishop’s wife” (“la moglie del vescovo”) con Cary Grant, “High society” (“alta società”) con Frank Sinatra e Bing Crosby, “Diamonds are forever” (“una cascata di diamanti”) con Sean Connery, “The apartment” (“l’appartamento”) con Jack Lemmon e “Gorky park” con William Hurt.
Whisky Sour
€ 8.00
Whisky Sour
60 ml Bourbon
25 ml succo di limone fresco
20 ml sciroppo di zucchero
Stillabunt
Guarnito con zest d’arancia
Il cocktail viene preparato in versione classica, servito nella coppa cocktail, oppure on the rocks, in un old fashioned; quest’ultima versione è forse la più richiesta e più facile da osservare nei bar.
La paternità del cocktail è attribuita a Elliott Stubb nel 1872; questa fonte viene dichiarata da una storia prodotta nel 1962 dalla Universidad de Cuyo, in Argentina, che cita un quotidiano peruviano, El Comercio De Iquique, secondo il quale il signor Stubb, sbarcando nella città di Iquique, decise di miscelare il whisky con un prodotto locale, il limon de pica.
Questa ipotesi perde credibilità se si considera che il drink viene menzionato nel celebre “The bartender’s guide: how to mix drinks” di Jerry Thomas, pubblicato nel 1862.
In questa ottica si potrebbe far risalire il cocktail alla antica pratica marinaria britannica di preparare bevande che potessero mantenersi durante i lunghi viaggi in nave, e a prevenire i malanni legati alle condizioni disagiate di vivere per lunghi periodi sulla nave.
White Lady
€ 8.00
White Lady
40 ml Gin
30 ml Triple Sec
20 ml succo di limone fresco
Il cocktail è stato probabilmente creato dal grande barman Harry MacElhone, padre dei famosi cocktail ufficiali IBA Bloody Mary, Sidecar, Monkey Gland e French 75, anche se la prima traccia scritta del drink risale al celebre ricettario “The Savoy cocktail book” di Harry Craddock.
In realtà sono molti i paesi che si contendono la paternità del cocktail, tra i quali gli Stati Uniti, secondo i quali il drink fu creato in onore della diva Ella Fitzgerald.
In Francia si sostiene che il White Lady sia un omaggio all’opera “La Dama Invisible” di François-Adrien Boieldieu.
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